L’operazione Vespri Siciliani annovera tra i promotori le associazioni degli autotrasportatori siciliani. Fin dalla prima ora attive sui blocchi stradali, ieri le categorie del trasporto gommato hanno concluso la forma di protesta, dura e dalle pesanti conseguenze per i disagi causati, iniziata lunedì scorso. Lo stop ai blocchi però pare non essere condivisa dall’intera categoria e permangono molti blocchi sul territorio regionale. Ne abbiamo parlato con Salvatore Bella, presidente dell’AITRAS e vicepresendente regionale della consulta degli autotrasportatori. Dei motivi della protesta che ha coinvolto migliaia di lavoratori siciliani s’è parlato a lungo, ma un chiarimento sulle specifiche richieste degli autotrasportatori non guasta…
Da anni segnaliamo al Governo regionale le difficoltà immani che quotidianamente vessano la nostra categoria: sopra ogni cosa la recezione della nuova normativa europea sul codice della strada. Una follia che prevede tempi di guida di massimo otto ore per autista. Il trasporto gommato in Sicilia, la cui economia ruota principalmente attorno all’esportazione di prodotti ortofrutticoli, con otto ore di guida può permettersi (con l’alternanza di ben due autisti sullo stesso mezzo) di arrivare al massimo a Firenze, poi per legge deve fermarsi. Come facciamo a far arrivare le nostre merci nel resto d’Italia con una regolamentazione così?
Avete sottoposto il problema all’assessorato competente o al Governatore?
“Lo abbiamo fatto, ripetutamente, ma il problema è stato sottovalutato. Non ci si è resi conto che si stava ammazzando un’intera economia. Se poi a questo aggiungiamo i rincari sui costi del carburante allora si capisce bene quanto la situazione per migliaia di lavoratori sia drammatica”.
Alternative al trasporto gommato?
“Ma quali alternative? Perché la Sicilia è dotata di trasporti ferroviari per merci all’altezza del ruolo di regione esportatrice?”
Via mare?
“Fino al 2011 gli autotrasportatori avevano un rimborso del 30% sul prezzo del trasporto marittimo. Le faccio un esempio: la tratta Palermo-Genova per un tir imbarcato costa circa 1200 euro; il valore della commessa 1000 euro; è palese che il nostro guadagno si annulla. Non abbiamo margini di guadagno. Finché esisteva il rimborso del costo di trasporto, riuscivamo a garantirci un introito, ma così è impossibile.Significa condannare la Sicilia all’immobilismo economico. Sa quanto costa il traghetto Messina-Reggio per un tir? 240 euro a tir… un’enormità.”
Il Governo regionale ha saputo dare risposte adeguate al problema sollevato?
“Raffaele Lombardo ha sottovalutato per troppo tempo il problema. Ora vorrebbe sbloccare dei fondi per il sostegno al settore, ma sono briciole. A noi servirebbe un’annullamento della direttiva europea sui tempi di guida e un sostegno economico più corposo”.
Dal governo nazionale avete avuto risposte?
“Nessuna. Avremmo voluto incontrare Monti, ma di certo le accuse mosse da Confindustria hanno danneggiato l’immagine di una protesta vera e spontanea, sminuendola a espressione di privilegi di organizzazioni criminali. Un danno enorme per la protesta, un attacco basso”.
I Forconi continueranno la protesta, voi vi fermate?
“Aitras e le associazioni che compongono l’80% della categoria hanno sospeso il fermo, altrimenti saremmo tutti incorsi in sanzioni pesanti per sforamento del tetto massimo di 5 giorni di sciopero. Potremo riprendere altre forme di protesta tra 30 giorni. Molti autotrasportatori, in autonomia di scelta, invece stanno continuando la protesta. Non hanno nulla da perdere, sono sul lastrico e disperati. Noi, per solidarietà con i siciliani in sciopero, torneremo a casa, non lavoreremo.
Siamo stati isolati dal governo regionale e nazionale… per vivere dovremmo andare contro le
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