EnzoGrassia

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VESPRI SICILIANI, L’INSOFFERENZA DELLA SICILIA PER UN GOVERNO CHE NON LA RAPPRESENTA

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Federico Geremicca, napoletano, editorialista de la Stampa, oggi dedica un lungo commento agli avvenimenti siciliani. Per il giornalista gli eventi che stanno portando numerose categorie di lavoratori a manifestare in ogni parte dell’isola sono tipicamente siciliani, tratteggiati in maniera confusa, opaca e, infine, incomprensibile per chi sta sul continente. Ebbene, probabilmente è così. Ma nell’analizzare le motivazioni della protesta Geremicca centra in pieno le condizioni che hanno portato dall’esasperazione all’azione i lavoratori di una Sicilia vessata da Roma e Palermo. “E’ la rivincita dei trattori sullo spread – continua l’editorialista -, insomma, dei forconi sui Btp e dei Tir sugli Eurobond. Dopo tanto parlare di tensioni sociali e famiglie che non arrivano più a fine mese, dunque, la rivolta è esplosa”.

E’ mai possibile, si chiede Geremicca, che in Sicilia i carburanti abbiano costi così elevati, nonostante la regione ne raffini il 40%? In realtà l’isola ne raffina quasi il 51%, ma la domanda è lecita. E’ la stessa domanda che ha posto gli autotrasportatori di fronte a un bivio: lavorare ma non guadagnare perché i costi sono diventati insostenibili, o appellarsi alle istituzioni affinché la scure della congiuntura economica non finisca per bruciare i piccoli margini di guadagno per una categoria. Ma estendendo il problema alle categorie in piazza, pastori, agricoltori, imprenditori agricoli, pescatori, il problema assume le fattezze dell’insofferenza generale, quella di un’isola la cui economia affoga e il cui unico salvagente – il governo regionale – perde aria da più parti. Incapace di un serio rilancio dell’economia, inerme di fronte alle richieste di sviluppo, privo di ogni piano di programmazione economica – nonostante le ricche sovvenzioni che l’Ue elargisce -, ma sempre e comunque opulenta corte di consulenti, il governo Lombardo è l’emblema della classe politica che i siciliani non vogliono avere sopra le teste. Geremicca in cuor suo ha capito che le somiglianze tra gli storici Vespri Siciliani e quelli odierni non sono poi così poche. Poco importa, in fondo, se qualcuno oggi o domani insinuerà infiltrazioni politiche tra la protesta. Rispettare e condividere le ragioni della protesta è dimostrazione di avere coscienza di ciò che i siciliani subiscono quotidianamente, non sempre e solo mera operazione da tornaconto politico.

 
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