L’ondata di protesta che da lunedì stringe d’assedio la Sicilia arriva al quarto giorno. I presìdi si sono moltiplicati di giorno in giorno e ormai sono rare le stazioni di servizio rifornite di carburante. Già da ieri pomeriggio iniziano a scarseggiare i generi alimentari sia nei piccoli negozi che nella grande distribuzione. Le principali città coinvolte, Palermo, Catania, Agrigento, Siracusa e Messina, hanno attivato le unità di crisi nelle rispettive prefetture. A Catania sono stati approntati servizi di scorta da parte delle forze di polizia per garantire la circolazione dei mezzi che trasportano beni di prima necessità: attrezzature per ospedali e carceri, medicinali e scorte alimentari.
La circolazione va a rilento sull’intero reticolo autostradale; solo nel ragusano sono oltre 300 i tir fermi. Nella serata di ieri Modica ha subìto i disagi maggiori: il polo commerciale nel quartiere di sorda è assediato dai manifestanti. Ad Agrigento gli agricoltori hanno invaso le strade del centro con i trattori, mentre nella zona di Priolo continuano i forti disagi attorno alla zona del polo industriale. A Gela il petrolchimico rischia la chiusura per il blocco che impedisce da ieri ingressi e uscite ai turnisti: “Siamo disposti a proseguire ad oltranza – dicono i manifestanti. Attendiamo risposte concrete dagli amministratori politici Il motore dell’economia è bloccato. In modo particolare quello dell’agricoltura con i costi di produzione di gran lunga più alti rispetto ai guadagni. Se riusciremo ad ottenere le risposte che desideriamo ne varrà anche del nostro futuro – aggiungono i numerosi giovani scesi in strada accanto ai rispettivi padri, braccianti agricoli. L’economia del nostro mercato è soffocata da prezzi altissimi che le nostre famiglie non riescono più a sostenere. Non si può pensare di vendere un prodotto finito, mettendolo sul mercato dopo un lungo e costoso lavoro per poi non riuscire neppure a pareggiare le spese di produzione con il guadagno”. Intanto, già dal pomeriggio di ieri, la protesta si è estesa alla Calabria, dove un blocco di tir rallenta il traffico sulla Catanzaro-Terme e nella zona di Cosenza Nord. In Campania la Fima, Federazione Italiana Movimenti Agricoli, ha ufficialmente aderito alla mobilitazione dei “forconi” e degli autotrasportatori in Sicilia. Tra le ragioni dell’adesione del movimento, il forte dissenso verso le rappresentanze sindacali di categoria e i disagi quotidianamente vissuti da allevatori di bufale e coltivatori di tabacco campa
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