EnzoGrassia

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SECONDO GIORNO DI PROTESTA IN SICILIA. I FORCONI CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL GOVERNATORE LOMBARDO

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Sono tornati i Vespri Siciliani. Come al tempo degli angioni, i siciliani sono stufi. Nonostante la stampa nazionale abbia sottovalutato la portata della protesta, le categorie in sciopero fanno sul serio. L’intera regione è in subbuglio: blocchi stradali, proteste, rallentamenti sui principali snodi autostradali. Gli accessi alle autostrade di Palermo e Catania, il porto di Messina, la zona del petrolchimico di Priolo, Agrigento, Caltanissetta e la cittadina di Gela sono un fermento di manifestazioni e cortei di protesta. Non sono mancati i casi di violenza (un manifestante accoltellato a Lentini), ma quanto accaduto a Santa Flavia, piccolo comune a pochi chilometri da Palermo, è emblematico della tensione del momento. All’altezza della piccola stazione di Santa Flavia il treno proveniente da Messina non s’è fermato quando di fronte a sé si è trovato il blocco di duecento pescatori, con mogli e figli, della vicina Porticello sui binari. Il macchinista avrebbe tirato dritto, rallentando appena, quel poco che è bastato a creare il panico tra i manifestanti che, per fortuna, sono riusciti a liberare i binari in tempo. Nonostante la prefettura e le forze dell’ordine fossero state avvisate della manifestazione, qualcosa è andato storto e la tragedia è stata sfiorata. Sulla Palermo-Sciacca crescono i blocchi alla circolazione, ma lo slogan è sempre lo stesso: meno tasse, più lavoro. L’insofferenza per l’attuale governo regionale e la classe politica al potere è sfociata nella richiesta di dimissioni del governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. Questa è infatti la richiesta di Martino Morsello, uno dei responsabili del Movimento dei Forconi: “Ha tradito i siciliani, li ha raggirati nelle precedenti elezioni avendo promesso loro la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi e l’applicazione dello statuto siciliano…”.

 
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