Roma, 27 gen. - Il ministro dell'Istruzione Francesco profumo blocchi l'abolizione del valore legale del titolo di studio. Lo chiedono gli studenti universitari della Rete della Conoscenza che in una nota sottolineano: "Chiediamo con forza al ministro di ritirare questo provvedimento e gli chiediamo di esprimersi pubblicamente contro la proposta presentata". Se questo non avverra', avverte Luca Spadon portavoce di Link Coordinamento universitario, "gli studenti lo contesteranno in tutte le scuole e universita' in cui si rechera'". Per gli studenti il provvedimento "aumenterebbe le disuguaglianze all'interno dell'universita' tra studenti che possono permettersi costosissimi corsi di laurea in prestigiose universita' private e studenti di serie B delle universita' pubbliche". Come studenti, conclude la nota, "pretendiamo che il ministro ascolti tutto il mondo universitario: ritiri questo provvedimento, abroghi la riforma Gelmini, rifinanzi l'universita' pubblica e il diritto allo studio. Altrimenti gli studenti torneranno a mobilitarsi in tutt'Italia".
Di Gianfranco Miccichè - Quando scende in piazza una categoria, si è davanti a una protesta. Quando a scendere in piazza è un intero popolo, si è davanti a una vera e propria rivoluzione. Ecco cosa è accaduto in questi giorni in Sicilia: un intero popolo ha detto “Basta”. Sì, perché su quelle strade non c’erano solo gli agricoltori, i pescatori, gli artigiani, gli studenti, i trasportatori, i pastori, su quelle strade c’era la Sicilia, su quelle strade c’erano le centinaia di migliaia di siciliani che, pur dovendo subire enormi disagi, non hanno mai – neppure per un istante – fatto mancare il loro sostegno a quanti quelle strade intanto le occupavano fisicamente.
Giovedì 26 Gennaio 2012 13:41
ufficio stampa Forza Del Sud
Di Giuseppina Cavallo – Martedì si è tenuta l’Assemblea siciliana durante la quale Grande Sud ha aperto un dibattito sulle esigenze della Sicilia in questo momento di crisi, nella serata di mercoledì è atteso l’incontro tra il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo e il premier Mario Monti sulla sulla situazione dell’Isola dopo una settimana di proteste. Abbiamo intervistato il capogruppo di Grande Sud all’Assemblea siciliana, Titti Bufardeci per capire quali sono gli interessi del territorio che dovrebbero essere portati sul tavolo di Palazzo Chigi.
Gli autotrasportatori alla mezzanotte di ieri hanno terminato la protesta, almeno ufficialmente. Contrariamente a loro il resto del movimento, Forconi in testa, ha annunciato la Fase 2: maglie poco più larghe, passaggio consentito a tir contenenti beni di prima necessità. La richiesta agli organi competenti per la proroga di 5 giorni del blocco è stata avanzata, ma pur senza risposta, lo sciopero va avanti. Distributori di benzina chiusi da settimane offrono lo scenario impietoso di una Sicilia in ginocchio: code d’auto lunghe centinaia di metri ferme alle stazioni di servizio. C’è chi ha passato la notte al volante in attesa di un rifornimento, c’è chi ha posteggiato l’auto in una virtuale fila di auto spente.
Dopo otto ore di riunione fiume è arrivato l’ok del consiglio dei ministri al piano per le liberalizzazioni. Viene quindi confermata la bozza già presentata ieri dal governo che prevede interventi per le farmacie, le professioni, gas e carburanti. C’è invece un passo indietro sulla spinosa questione dei taxi che fino ad oggi ha scatenato le proteste di gran parte le vetture, riunite da giorni a Circo Massimo. Il sottosegretario Catricalà ha dichiarato che la decisione sarà presa da un’Authority che sarà creata ad hoc.
L’ondata di protesta che da lunedì stringe d’assedio la Sicilia arriva al quarto giorno. I presìdi si sono moltiplicati di giorno in giorno e ormai sono rare le stazioni di servizio rifornite di carburante. Già da ieri pomeriggio iniziano a scarseggiare i generi alimentari sia nei piccoli negozi che nella grande distribuzione. Le principali città coinvolte, Palermo, Catania, Agrigento, Siracusa e Messina, hanno attivato le unità di crisi nelle rispettive prefetture. A Catania sono stati approntati servizi di scorta da parte delle forze di polizia per garantire la circolazione dei mezzi che trasportano beni di prima necessità: attrezzature per ospedali e carceri, medicinali e scorte alimentari.
“I nove segretari provinciali hanno consegnato una lunga riflessione in merito alla prossima tornata elettorale. L’idea prevalente è quella di andare da soli”. Lo ha detto il parlamentare nazionale di Grande Sud, Pippo Fallica, coordinatore regionale del movimento arancione in Sicilia, intervistato dal quotidiano on line ‘Livesicilia’, al termine della riunione con i responsabili territoriali del partito che si è tenuta questa mattina a Palermo. “Abbiamo candidati, liste e programmi – ha spiegato Fallica -, ed è questo che i cittadini aspettano: programmi che diano risposte concrete ai problemi. E siccome sembra che nessun partito voglia prendere l’iniziativa, dal territorio emerge l’orientamento di correre da soli.
La Sicilia è in rivolta. La Sicilia degli agricoltori, dei pastori, degli autotrasportatori si ribella all’immobilismo economico cui è stata condannata da una congiuntura economica e dall’incapacità strutturale del governo regionale di affrontare il problema e pianificare gli interventi. Ne è la dimostrazione lampante il tentativo del governatore Lombardo di mediare e porre fine ad una protesta che, fin dalle prime ore, si è prospettata dura. La Sicilia ora è davvero ferma. Se prima lo era amministrativamente ed economicamente per l’incapacità di un governo di rilanciarne lo sviluppo, oggi lo è per volontà di chi non può più sopportare l’indifferenza da parte delle istituzioni nei confronti di categorie svantaggiate e quotidianamente vessate da aumenti di tasse e tariffe.
E’ scattata l’operazione “vespri siciliani”. Un chiaro riferimento alla rivolta popolare scoppiata nel 1282, ma stavolta non ci sono gli angioini di mezzo. L’operazione è frutto del movimento di protesta del mondo dei trasporti siciliani, organizzata da “Forza d’urto”, sigla che racchiude Autotrasportatori Aias, Movimento dei Forconi, pescatori e imprenditori agricoli e altri.
Dopo oltre due ore si è concluso l’incontro fra il premier Mario Monti e il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Alla riunione hanno partecipato anche il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ed il ministro dell’Agricoltura, Mario Catania. Sono diciannove i punti che la Regione Siciliana ha portato all’attenzione del Governo. Su ognuno sarà aperto un singolo tavolo. “Abbiamo trovato nel premier Mario Monti e nei ministri – ha detto Lombardo al termine del vertice – una competenza tecnica e una disponibilità senza precedenti: ora raccomando grande responsabilità agli autotrasportatori, è opportuno che cessino forme di protesta che creano danni ad altre categorie”.
L’operazione Vespri Siciliani annovera tra i promotori le associazioni degli autotrasportatori siciliani. Fin dalla prima ora attive sui blocchi stradali, ieri le categorie del trasporto gommato hanno concluso la forma di protesta, dura e dalle pesanti conseguenze per i disagi causati, iniziata lunedì scorso. Lo stop ai blocchi però pare non essere condivisa dall’intera categoria e permangono molti blocchi sul territorio regionale. Ne abbiamo parlato con Salvatore Bella, presidente dell’AITRAS e vicepresendente regionale della consulta degli autotrasportatori. Dei motivi della protesta che ha coinvolto migliaia di lavoratori siciliani s’è parlato a lungo, ma un chiarimento sulle specifiche richieste degli autotrasportatori non guasta…
E’ ancora avvolta dal mistero la vicenda delnaufragio della nave da crociera Costa Concordia, l’elemento su cui si indaga ora è la presenza di una giovane donna che sembrava non essere registrata e non avere una cabina assegnata. In realtà è dell’ultima ora la notizia che “la ragazza – così sostiene la Costa – era regolarmente registrata a bordo e risulta aver acquistato un biglietto del quale è possibile esibire la matrice“. Si chiama Domnica Cermotan, ha 25 anni ed è di origine moldava. Ex ballerina divenuta
Federico Geremicca, napoletano, editorialista de la Stampa, oggi dedica un lungo commento agli avvenimenti siciliani. Per il giornalista gli eventi che stanno portando numerose categorie di lavoratori a manifestare in ogni parte dell’isola sono tipicamente siciliani, tratteggiati in maniera confusa, opaca e, infine, incomprensibile per chi sta sul continente. Ebbene, probabilmente è così. Ma nell’analizzare le motivazioni della protesta Geremicca centra in pieno le condizioni che hanno portato dall’esasperazione all’azione i lavoratori di una Sicilia vessata da Roma e Palermo. “E’ la rivincita dei trattori sullo spread – continua l’editorialista -, insomma, dei forconi sui Btp e dei Tir sugli Eurobond. Dopo tanto parlare di tensioni sociali e famiglie che non arrivano più a fine mese, dunque, la rivolta è esplosa”.
La protesta di Forza d’Urto, movimento composto dagli autrasportatori Aias, Movimento dei Forconi, imprenditori agricoli, artigiani, pastori e pescatori prosegue in tutta la Sicilia. Il primo obiettivo, chiudere i rubinetti dei carburanti alle città, è stato ottenuto. Palermo è a secco: la caccia al pieno è senza sosta, le code interminabili. Intorno all’ora di pranzo a Palermo è stato preso di mira il porto, tuttora bloccato dal corteo di protesta. Il traffico nella zona è in tilt. Intanto i supermercati del centro sembrano aver subito un saccheggio.
Sono tornati i Vespri Siciliani. Come al tempo degli angioni, i siciliani sono stufi. Nonostante la stampa nazionale abbia sottovalutato la portata della protesta, le categorie in sciopero fanno sul serio. L’intera regione è in subbuglio: blocchi stradali, proteste, rallentamenti sui principali snodi autostradali. Gli accessi alle autostrade di Palermo e Catania, il porto di Messina, la zona del petrolchimico di Priolo, Agrigento, Caltanissetta e la cittadina di Gela sono un fermento di manifestazioni e cortei di protesta. Non sono mancati i casi di violenza (un manifestante accoltellato a Lentini), ma quanto accaduto a Santa Flavia, piccolo comune a pochi chilometri da Palermo, è emblematico della tensione del momento.
Dopo un anno e mezzo di confronto con il Direttore generale dell’ASP di Enna Nicola Baldari il sindaco di Piazza Armerina Fausto Carmelo Nigrelli ha preso la decisione di chiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria per verificare se ci sono irregolarità nella gestione del servizio di cardiologia dell’ospedale Chiello. Con una lettera datata il 9 gennaio scorso il Sindaco ha segnalato, per l’ennesima volta, al dott. Baldari che le modalità di gestione del servizio di cardiologia presso l’ospedale piazzese da parte del primario del reparto vengono considerate dai medici del Chiello non adeguate a garantire il livello di sicurezza dei pazienti.